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Allopez - Gomiti&Funghi (2005)

Come recensire in modo PUNK-UNNAPPENNAPPI? metto su il cd e vado a botto.

Toh, c'è anche la copertina, sembrano seri .... ma cominciamo da lì allora.....

Il package si rivela classico nelle forma ma splendido nei contenuti. Gli Allopez sono tra i gruppi più intelligenti ed ironici che bazzichino le bresciane lande, e lo dimostrano. Artwork essenziale e sfumature simpatiche ed interessanti che portano l'occhio a voler rileggere più volte i contenuti del booklet per carpirne tutte le sfumature.... chicca i minutaggi della tracklist.

Si parte con la title track "Gomiti&Funghi", violenta presentazione senza compromessi, che
riassume circa trenta secondi il rapporto di amore/odio dei 3 pargoli con il mondo che li attornia. Perla musicale e letteraria!

Segue "President Evil 2", song molto orecchiabile che si riallaccia al punk italiano più
"catodico" alla Punkreas. Il pezzo è molto carino, tende a rimanere in testa velocemente, e
presto vi troverete a canticchiarla sotto la doccia. Un piccolo appunto va al cantato dell'amico Plìn, che riesce a decollare solo nella seconda parte del pezzo, vittima di una tonalità molto bassa che ne penalizza un po' la resa. Ottima la prestazione del guitarman SaYo.

Il terzo brano, "Di Stacco", musicalmente rimane in scia con il brano precedente, ma spicca per la dura reprimenda contro il mondo dei cloni e dell'omologazione finto-alternativa "Mi sento circondato… Da macchine e da cloni… Finti alternativi… Surrogati di ribellione". In generale, un pezzo di passaggio.

Il singolo che ha anticipato l'album, "Ambrosiana", giunge per quarto. Ed è inaspettata la freschezza del pezzo: gli Allopez cambiano decisamente marcia inserendo un rocckenrolle (cfr. Scialpi negli Eighties, per intenderci) sbarazzino e dissacrante. Il pezzo è veramente godibile, abbastanza anarchico (io l'ho suonato e non è così semplice come sembra) sia nella parte strumentale che nelle lyrics, tra le più stralunate, strampalate e divertenti che si siano mai scritte sulla squadra di Massimo moratti e di molti (troppi) utenti di MGBrescia..... La chicca della formazione dell'ultimo scudetto nerazzurro è da applausi.

Con "Autostrade" torna il tema della dura protesta sociale in chiave hard-core. Itre gnari di Nuvolera dimostrano di sapersi riadattare bene in tanti generi e sfornano una buona prestazione musicale. Vocalmente mi è piaciuto molto il connubio tra la ruvida ugola di Sirvio (SHopping Shark) e la melodia-recitazione tipica di Plìn (in ottima forma in questo pezzo). Come sposare una meditazione buddista con la violeza di strada delle gang americane (non so che centra sto parallelo, ma mi sembrava adatto).

"Meteo Mania" non me piace. Dà una sensazione di approssimazione in molti momenti, sia musicalmente che vocalmente. La voce del Plìn qui è troppo alta e non amalgamata.... episodio da rivedere.

"Neancora" vive su un ritorno all'original Punkster.....unnappenappi.... tagliente Vaffan*** a tutte le critiche che i nostri hanno raccolto negli anni. Bello il testo, ben contestualizzato.

Arriviamo al cavallo di battaglia, "Lo Sborologio". Premetto che io amerò sempre questa canzone, ricordando Plìn e soci che la cantano davanti alla Chiesa di Castenedolo.... e rimembrando la mamma che trascinava via schifata i suoi due bambini. La canzone è splendida per la genialità, eslatando il registro vocale del buon Plìn. Non mi convince la scelta di appiattire la parte di chitarra riducendola ad un punk abbastanza scontato, soprattutto pensando alla linea di basso (suonata molto bene) che dà un brio speciale al pezzo.

"Pianeta X" vive di un testo surreale e divertentissimo, su un pianeta sconosciuto che accoglie (lui sì, al contrario dic etrti bifolchi in terra bresciana, i nostri Allopez). La canzone è ben strutturata, non banale, e conta alcuni stacchi impegnativi e sensati, sebbene proprio per tale caratteristica il buon Giordy sbava in un paio di punti. Nel complesso un bel pezzo.

"R.I.P." ... Altro pezzo di raccordo, ben suonato dal Temma e dal duo basso/batteria, che sforna la migliore prestazione del disco."Gente" ritorna per l'ennesima volta alla reprienda della società. Forse nel contesto del disco l'ennesimo richiamo alla stupidità della gente rischia di diventare troppo ripetitivo, sebbene la song sia veramente splendida, ben suonata e con una parte chitarristica (Hillary - Country's Cream) di tutto rispetto. Avulsa dal contesto la canzone è veramente bella, forse il testo rischia di svilirla inserita come 11esima.

"Il diritto di non scegliere" ci riporta all'Allopez-style di president Evil 2, con gli stessi pregi e difetti. Ottima prova d'insieme.

Il finale si corona splendidamente con "Elogio all'Abbazia", un sunto splendido e geniale di questo long plei..... Testo geniale, arioso, facile da ricordare..... Musica sontuosa, arrangiata e prodotta in modo magistrale.... poi guardi sul booklet e vedi che ci sono Geko, Joe Piazza e Mr dei Lemon Squeezers + Bicci dei Rifondazione Sklero..... e capisci tantissime cose...... Va detto che l'intelligenza sta anche nell'attorniarsi di musicisti capaci.

"Sfigat", la traccia finale, dà un po' il senso di un passo più lungo della gamba...... potevamo farne a meno. La ghost track dell'album al contrario...... vabbè ci può stare.... non aggiunge nè toglie nulla alla particolare bellezza di questo album.


Allora. Plin, Giordy e Andrea non sono propriamente dei virtuosi, in senso canonico. Ma mostrano virtusismo nel comporre canzoni semplici e non banali, variegate in stile e profonde nei contenyuti (a differenza di tanti punkettari sciapi e scontati). L'idea di chiamare molti amici a suonare in sostituzione di quello che una volta fu il loro cardine chitarristico (l'ex Marello) è lodevole in sè, ed ha dato splendidi frutti, offrendo un album omogeneo, gustoso, con poche cadute di tono, pur riunendo stili ed esperienze musicali assolutamente differenti di traccia in traccia.

Il Lavoro di Marco Rossi e del Mad Dog Studio è sublime, soprattutto perchè so quanto e come ha lavorato sulle tracce sia in acquisizione che in elaborazione.

Riassuntino: Album bello, fresco, divertente, non troppo "canonico". Gli Allopez rendono molto di più dal vivo, però riescono a riportare un po' di quel loro tipico stile post-caraibico con influenze indi-pop-vulgar-philosophic-hardcore-simphonical-postnuclear-premaman-salopette-heavysoftcore-punkunnappenappi-rockmusic anche su questo delizioso circoletto in similplastica griffata.

Meritano un ascolto, molto rispetto ed una chance da parte di tutti.


Pubblicato:  Lunedì, 06 Febbraio 2006
Autore:  Doc.D
Punteggio:
Numero consultazioni: 1277

Commenti inviati dagli utenti


Autore Commento
braghinho Inviato:  6 feb 2006 - 19:32
Registrato: ott. 2003
Località: Nuvolera

Minchia!

braghinho Invia PM .
lorenzobicci Soggetto: RosBiF Inviato:  7 feb 2006 - 02:53
Registrato: gen. 2005
Località: Brescia

Ah, questi musicisti capaci che fanno il passo più lungo della gamba... : P

lorenzobicci Invia PM .
andreallopez Soggetto: superstarrevolution Inviato:  8 feb 2006 - 11:03
Registrato: gen. 2006

laurentio, si vede che non ha ben visto la tua vera "gamba"....

caro Doc...ti devo una bevuta...

andreallopez Invia PM .
braghinho Inviato:  9 feb 2006 - 19:09
Registrato: ott. 2003
Località: Nuvolera

Più che giuste le lodi per Joe Piazza, interprete di una parte molto complessa.

braghinho Invia PM .


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